Prove psico-attitudinali: un altro ricorso accolto!

E’ di ieri la notizia di un altro successo del nostro Studio nella complessa materia dei ricorsi per esclusione dalle prove concorsuali per difetto dei requisiti psico-attitudinali.

Il TAR del Lazio, con propria ordinanza cautelare, all’esito della camera di consiglio del 23 gennaio 2019, ha ritenuto insufficiente la motivazione del provvedimento impugnato, in quanto la Commissione non aveva illegittimamente tenuto conto dei precedenti di servizio del candidato.

Si ricorda al riguardo che, per giurisprudenza della Prima Sezione Bis del TAR del Lazio – Roma (competente in materia):

  • l’esito positivo delle prove attitudinali in altra e precedente procedura selettiva non può automaticamente comportare il buon esito di quella successiva;
  • tuttavia, proprio perché trattasi di giudizio prognostico-probabilistico (per ciò stesso incerto), la Commissione non può ignorare il dato certo costituito dai precedenti di servizio del candidato (T.A.R. Lazio – Roma, sez. I bis, 4 aprile 2017, n. 4231, in cui si legge che “il giudizio teorico relativo agli accertamenti psico-attitudinali, proprio in relazione alla esclusiva funzione prognostica connotata da ampio margine di incertezza, comporta e richiede che la determinazione finale consideri e valuti anche l’obiettivo dato fattuale costituito dagli eventuali precedenti di servizio dei candidati”);
  • T.A.R. Lazio – Roma, sez. I bis, 27 maggio 2017, n. 6225 ribadisce al riguardo che “è pacifico l’ampio margine di discrezionalità che connota le valutazioni tecniche degli organi chiamati a esprimere il giudizio di idoneità (o inidoneità) del candidato sotto il profilo psico-attitudinale (…), nondimeno tali valutazioni, astratte e prognostiche, devono necessariamente tener conto, proprio perché rivolte ad individuare la personalità psicologica dell’aspirante in relazione alle funzioni da svolgere, anche della precedente valutazione nei confronti dello stesso espressa proprio in un contesto militare che ha avuto modo di valutare il candidato, in modo continuativo e costante (…), senza ravvisare le criticità segnalate dalla commissione di concorso”.

Proprio in base al suddetto orientamento, il Giudice adito ha ritenuto dunque l’illegittimità del provvedimento di esclusione contestato, in quanto la relativa motivazione non menzionava neppure i precedenti di servizio del ricorrente. Si è disposto dunque che il candidato venga riammesso al concorso e sottoposto ad esame da parte di una Commissione in diversa composizione.

 

avvocato concorso carabinieri

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *