Ricalcolo pensioni militari: la Corte dei Conti dice sì all’aliquota maggiorata al 44%. Chi può fare ricorso e come procedere

Dopo le pronunce di segno negativo del 2017, prima la Corte dei Conti della Sardegna (con la sentenza n. 2/2018) e poi la Corte dei Conti della Puglia (con la recentissima sentenza n. 468/2018), hanno adottato un orientamento favorevole in relazione all’applicazione dell’art. 54 del d.p.r. n. 1092/1973, con conseguente riconoscimento dell’aliquota al 44% in ordine al trattamento pensionistico dei militari in regime misto arruolati all’inizio degli anni ’80.

Ma procediamo con ordine.

La questione controversa

A seguito del subentro dell’INPS all’INPDAP, a far data dal 1° gennaio 2012, l’INPS ha ritenuto (e tuttora ritiene erroneamente) che gli arruolati in un qualsiasi corpo militare che abbiano maturato, al 31 dicembre 1995, non meno di 15 e non più di 20 anni di servizio utile ai fini pensionistici, siano soggetti all’aliquota contributiva prevista nella misura del 35,9% dall’art. 44 del d.p.r. n. 1092/1973 (peraltro dettato per gli impiegati civili dello Stato), e non a quella del 44%, prevista dall’art. 54.

La soluzione prospettata dall’INPS si basa su una lettura assai miope del suddetto art. 54, ritenuto applicabile ai soli militari che non solo avessero maturato la suddetta anzianità contributiva, ma fossero poi cessati immediatamente dal servizio, senza sommare ulteriori annualità. Tale interpretazione è contraddetta dalla stessa norma, nella misura in cui prevede aumenti contributivi nella misura dell’1,80% per ogni annualità successiva. Su questa base, in estrema sintesi, più Sezioni Giurisdizionali Regionali della Corte dei Conti stanno superando tale orientamento sostenuto dall’INPS e pronunciando sentenze favorevoli all’applicazione dell’aliquota maggiorata.

Chi può fare ricorso

Può proporre ricorso per il ricalcolo della pensione ogni militare e addetto alle forze di polizia (esercito, carabinieri, polizia penitenziaria, vigili del fuoco, aeronautica, guardia forestale, guardia di finanza) la cui pensione sia stata liquidata con il sistema misto (retributivo e contributivo) dall’INPS, e che al 31.12.1995 vantasse un’anzianità contributiva compresa tra i 15 e i 20 anni. Si tratta in buona sostanza di chi si è arruolato negli anni 1981, 1982 e 1983. Con specifico riguardo alla Polizia di Stato e alla Polizia Penitenziaria, si rimanda all’apposito articolo pubblicato sul tema.

Cosa fare per ottenere il ricalcolo

E’ necessario dapprima introdurre un’istanza di riesame all’INPS competente, quindi (in caso di rigetto o di mancata risposta, decorsi 120 giorni) proporre ricorso (entro i successivi 3 anni, a pena di decadenza) alla Corte dei Conti territorialmente competente. Si raccomanda di evitare soluzioni “fai da te” in questa prima fase stragiudiziale: la sua corretta definizione costituisce infatti un momento di assoluta rilevanza. E ciò sia perché l’INPS potrebbe già in tale momento accogliere la domanda tesa al ricalcolo, sia perché la suddetta istanza di riesame condiziona inevitabilmente il futuro giudizio, che si renderebbe necessario in caso di diniego o di silenzio serbato dalla stessa INPS sulla richiesta.

Cosa si ottiene

In caso di accoglimento del ricorso, il militare otterrà il ricalcolo della sua pensione in base all’aliquota più favorevole del 44% (con un aumento di regola compreso tra 150,00 e 300,00 euro), per di più con applicazione retroattiva ai 5 anni che precedono la presentazione dell’istanza.

Valutazione GRATUITA

La valutazione della vostra documentazione sarà GRATUITA. Ai fini della valutazione, sarà necessario inviare all’indirizzo francesco.fameli@gmail.com:

  • il modello 5007 (provvedimento di liquidazione della pensione);
  • il modello 0 bis / M del 2018 (preferibilmente anche 2016 e 2017).

Entrambi i documenti possono ricavarsi telematicamente presso il profilo INPS on-line, oppure presso lo sportello territorialmente competente, sempre dell’INPS.

Nel caso in cui si riscontrino i presupposti per il ricorso e si proceda con l’istanza di riesame, saranno dovuti i seguenti importi:

  • 300,00 euro per l’introduzione del ricorso (compresa l’eventuale diffida, nel caso in cui l’interessato non vi abbia già provveduto);
  • sempre soltanto in ipotesi di ricorso, le spese di domiciliazione o di trasferta, ma solo ove necessario, in base al caso concreto.

Dal computo delle spese sono escluse le imposte (contributo unificato e marche da bollo), oltre alle spese di notificazione, le marche da bollo ed ogni altra spesa necessaria (sempre preventiva e documentata).

Il compenso sarà corrisposto su base percentuale rispetto al valore della causa (ed in particolare degli arretrati dovuti).  Vi invitiamo a contattarci liberamente per ogni ulteriore dettaglio.

N.B.: se sussistono le relative condizioni, la domanda tesa al ricalcolo per la voce di cui sopra è cumulabile, con una maggiorazione di soli euro 100,00 (anziché 300,00), con quella preordinata al riconoscimento del moltiplicatore, di cui all’art. 3, c. 7, del d.lgs n. 165/1997.  Vi invitiamo in proposito a consultare il relativo articolo pubblicato sul nostro sito.

Numerosi altri articoli relativi a questioni di primaria rilevanza in materia di Diritto Militare e di Polizia sono disponibili su questo sito, cliccando su questo link.

 

 

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15 thoughts on “Ricalcolo pensioni militari: la Corte dei Conti dice sì all’aliquota maggiorata al 44%. Chi può fare ricorso e come procedere”

  1. Sono un pensionato polizia arruolato 1978, ho possibilità di ricorrere al 1995 avevo 18 anni più figurativi 3.

  2. Buonasera.
    La questione dell’applicazione o meno dell’art 54 comma 1 in luogo dell’art 44 del TU 1092/1973 (e dunque dell’aliquota al 44%, anziché al 35,9%) non si pone per coloro che, avendo raggiunto i 18 anni di servizio utile al 31.12.1995, beneficiano del sistema retributivo e godono del trattamento di quiescenza più favorevole (Corte dei Conti Abruzzo, n. 75/2012), ma riguarda coloro che alla data del 31.12.1995 avevano maturato, sì, almeno 15 anni di servizio, ma meno di 18, tenendo conto degli anni figurativi. Sottolineo però che sarebbe necessario analizzare la sua documentazione per dare risposte sufficientemente adeguate. Saluti

  3. mi sono arruolato nella Polizia di Stato il 5.12.1981 ed avevo già in carico un servizio nell’Aereonautica Militare di mesi 7 e giorni 15 . Nel giugno 2011 sono stato posto in congedo per fisica inabilità NON dipendente da causa di servizio . Rientro nella fattispecie ? grazie

  4. Buonasera. Le rispondo ponendole una domanda: è soggetto al sistema misto? In caso positivo, ritengo proprio di sì (e peraltro avrebbe diritto anche al moltiplicatore in quanto riformato: veda il relativo articolo). Mi occorre però di poter esaminare (gratuitamente) il suo modello 5007. Lo invii cortesemente all’indirizzo francesco.fameli@gmail.com. Saluti cordiali

  5. Sono Lgt. dell’esercito arruolato il 10.06.1980 e dal 31.08.2016 in ausiliaria alle dipendenze amm. dal CUSE di Roma e in carico all’ INPS di Vicenza a far data dal 01.10.2021. Alla data del 31.12.1995 avevo piu’ di 18 anni contributivi comprensivi del 1/5 operativo. La pensione provvisoria e’ col sistema retributivo. Potrei rientrare nella fattispecie rappresentata? Grazie.

  6. Buongiorno. Ritengo di no, perché la fattispecie in questione presuppone che la pensione sia calcolata con il metodo misto o contributivo puro. Saluti

  7. Salve,rifaccio la domanda in quanto i sono accorto che mancano dei dati;mi sono arruolato il 1 Settembre 1980 e alla data del 1 Dicembre 1995 avevo 15 anni di servizio; nel 2016 sono stato riformato e adesso da due anni in pensione; potrei fare ricorso?se si come procedere;grazie

  8. Buonasera. Ritengo di no. Deve infatti contare anche gli anni figurativi, che la portano oltre la soglia. In ogni caso, per sicurezza, se mi invierà il suo modello INPS 5007 all’indirizzo mail francesco.fameli@gmail.com, le potrrò dare una risposta certa, in modo gratuito. Saluti

  9. Buongiorno, sono da ritenersi utili ai fini dei requisioti per il ricorso all’art. 54 ….: Gli anni e mesi di lavoro fatti da civile all’estero dal settembre 1981 al aprile 1984 , che ho regolarmente riscattato per poter raggiungere gli anni utili …(42 complessivi), per poter andare in pensione.
    Considenreando che sono militare solo dal maggio 1984 al mese di agosto 2018. Poi pensionato dal 1^ settembre

  10. Buonasera, io mi sono arruolato nel giugno m1984 e sono stato riformato non per causa di servizio nel luglio del 2015 ci rientro in questo ricorso?

  11. Buongiorno, io ho già presentato domanda di ricalcolo all’INPS. Se non rispondono entro 120 gg, occorre rivolgersi al comitato provinciale o si può fare direttamente ricorso in Corte dei Conti?

  12. Buongiorno. Se non rispondono, può procedere col ricorso (purché la diffida sia stata correttamente compilata, ovviamente). Saluti

  13. Buon giorno. Sono in pensione dal 01.12.2018 e non ho ancora avuto nessuna notizia dall’INPS (penso sia ancora presto), ci sono novità in merito agli arruolati anni 81/83. Io mi sono arruolato il 27.01.1982. Eventualmente posso fare il ricorso…. Saluti

  14. Buon pomeriggio. Sì, la novità è costituita dal fatto che anche la Sezione centrale d’Appello della Corte dei Conti ha dato ragione ai pensionati, riconoscendo il diritto all’aliquota. Se vuole, può inviarci via email all’indirizzo francesco.fameli@gmail.com il suo modello INPS 5007 per una valutazione gratuita. Se non ne è già in possesso, può chiederlo all’INPS sede provinciale di residenza. Saluti

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