Ricalcolo pensioni Polizia di Stato e Polizia Penitenziaria: i presupposti

Già si è detto in un nostro precedente articolo (cui si rinvia integralmente) che più sezioni giurisdizionali regionali della Corte dei Conti, a partire dalla fine del 2017, hanno aperto alla possibilità di riconoscere agli arruolati in un qualsiasi corpo militare (o di polizia ad ordinamento militare) l’applicazione dell’aliquota maggiorata al 44%, di cui all’art. 54 del d.p.r. n. 1092/1973, ingiustamente negata dall’INPS, che continua ad applicare erroneamente in questi casi l’aliquota ridotta al 35,9%, di cui all’art. 44 del medesimo decreto, nonostante la disposizione sia destinata ai pubblici dipendenti civili (e non ai militari, come invece l’art. 54).

Requisiti

Deve trattarsi, lo ricordiamo, di personale che abbia maturato un’anzianità di servizio utile ai fini pensionistici tra i 15 ed 20 anni al 31 dicembre 1995, e che sia sottoposto a trattamento pensionistico col sistema misto (retributivo e contributivo). Orientativamente, si tratta degli arruolati nei primi anni Ottanta.

Ebbene, si precisa che il riconoscimento di tale aliquota deve spettare anche al personale della Polizia di Stato. Ma ad una condizione (ulteriore a quelle già citate): gli interessati devono essersi arruolati prima del 25 giugno 1982, data a partire della quale la Polizia, nel nostro Paese, è stata smilitarizzata, passando da corpo di polizia ad ordinamento militare a corpo di polizia ad ordinamento civile.

Analogamente, la suddetta aliquota maggiorata spetta anche ai dipendenti del corpo di Polizia Penitenziaria, alla stessa condizione di cui sopra, sia pure con un riferimento temporale diverso: i richiedenti devono infatti essersi arruolati prima del 15 dicembre 1990, posto che da quella data è stata disposta con la legge n. 395/1990 la smilitarizzazione nel nostro sistema ordinamentale anche di questa forza di polizia.

Cosa fare per ottenere il ricalcolo

E’ necessario dapprima introdurre un’istanza di riesame all’INPS competente, quindi (in caso di rigetto o di mancata risposta, decorsi 120 giorni) proporre ricorso (entro i successivi 3 anni, a pena di decadenza) alla Corte dei Conti territorialmente competente. Si raccomanda di evitare soluzioni “fai da te” in questa prima fase stragiudiziale: la sua corretta definizione costituisce infatti un momento di assoluta rilevanza. E ciò sia perché l’INPS potrebbe già in tale momento accogliere la domanda tesa al ricalcolo, sia perché la suddetta istanza di riesame condiziona inevitabilmente il futuro giudizio, che si renderebbe necessario in caso di diniego o di silenzio serbato dalla stessa INPS sulla richiesta.

Cosa si ottiene

In caso di accoglimento del ricorso, l’interessato otterrà il ricalcolo della sua pensione in base all’aliquota più favorevole del 44% (con un aumento di regola compreso tra 150,00 e 300,00 euro), per di più con applicazione retroattiva ai 5 anni che precedono la presentazione dell’istanza.

Valutazione GRATUITA

La valutazione della vostra documentazione sarà GRATUITA. Ai fini della valutazione, sarà necessario inviare all’indirizzo francesco.fameli@gmail.com:

  • il modello 5007 (provvedimento di liquidazione della pensione);
  • il modello 0 bis / M del 2018 (preferibilmente anche 2016 e 2017).

Entrambi i documenti possono ricavarsi telematicamente presso il profilo INPS on-line, oppure presso lo sportello territorialmente competente, sempre dell’INPS.

Nel caso in cui si riscontrino i presupposti per il ricorso e si proceda con l’istanza di riesame, saranno dovuti i seguenti importi:

  • 150,00 euro, per la fase stragiudiziale (diffida ed istanza di riesame all’INPS);
  • ulteriori 150,00 euro, per l’introduzione del ricorso, qualora l’istanza di riesame non venga accolta dall’INPS e la vicenda non si concluda favorevolmente già in sede stragiudiziale;
  • sempre soltanto in ipotesi di ricorso, le spese di domiciliazione o di trasferta, ma solo ove necessario, in base al caso concreto.

Dal computo delle spese sono escluse le imposte (contributo unificato e marche da bollo), oltre alle spese di notificazione.

Il compenso sarà corrisposto su base percentuale rispetto al valore della causa (ed in particolare degli arretrati dovuti).  Vi invitiamo a contattarci liberamente per ogni ulteriore dettaglio.

N.B.: se sussistono le relative condizioni, la domanda tesa al ricalcolo per la voce di cui sopra è cumulabile, con una maggiorazione di soli euro 100,00 (anziché 300,00), con quella preordinata al riconoscimento del moltiplicatore, di cui all’art. 3, c. 7, del d.lgs n. 165/1997.  Vi invitiamo in proposito a consultare il relativo articolo pubblicato sul nostro sito.

Numerosi altri articoli relativi a questioni di primaria rilevanza in materia di Diritto Militare e di Polizia sono disponibili su questo sito, cliccando su questo link.

 

studio legale pensioni polizia

 

8 thoughts on “Ricalcolo pensioni Polizia di Stato e Polizia Penitenziaria: i presupposti”

  1. Buongiorno … sono contento per i colleghi che potranno avvalersi di questa grossa opportunità ma … io per esempio il 31.12 1995 avevo maturato ben oltre 17 anni di contributi ma … per un cavillo giuridico non essendo arruolato prima del 25 giugno 2982 ma in luglio 1985, nella Polizia di Stato non posso avvalersene. Quindi se un collega Carabiniere o altro corpo militarizz a quella data si trovasse ad avere più di 15 anni di servizio , pur avendo nettamente meno anni contributivi di me potrebbe ricorrere ed avere il ricalcolo. E tutto questo pur svolgendo un lavoro identico. NON LO TROVO NE EQUO NÉ GIUSTO!!! dovrebbero dare la stessa possibilità anche ai poliziotti come me anche se non arruolato nel 1982

  2. Buonasera, Dario. Comprendo il suo disappunto. La difformità di trattamento è evidente e meriterebbe probabilmente un ripensamento a livello legislativo, se non che fosse sollevata in proposito questione di legittimità costituzionale per violazione (tra gli altri) dell’art. 3 Cost. (principio di uguaglianza). Sulla base della normativa vigente, tuttavia, le cose stanno diversamente. La differenza di trattamento è dovuta al fatto che la norma che prevede l’aliquota maggiorata (l’art. 54 d.p.r. n. 1092/1973) è destinata a trovare applicazione soltanto ai militari. Il personale della Polizia di Stato dunque può rivendicarla solo in caso di arruolamento precedente al 25.6.1982, proprio perché – come spiego sopra – prima di quella data la Polizia costituiva un corpo ad ordinamento militare, e solo a partire da quel giorno è stata smilitarizzata, fino a costituire (così come ancora oggi) un corpo ad ordinamento civile. Saluti. Avv. Fameli

  3. Egr . Avv. Io mi sono arruolato in Polizia il 23 settembre del 1968, quindi stando a quanto affermato sarei tra quelli che possono chiedere il ricalcolo come detto nel suo articolo ?

  4. Gent.Avv. gradirei sapere se ho diritto al suddetto ricalcolo, faccio presente di essermi arruolato in GdiF. il 20.03.80, e di aver precedentemente prestato servizio militare dal 02.08.79 al 19.03.80 Grazie

  5. Egr. Avvocato.
    Mi sono arruolato nell’Arma dei Carabinieri l’11 ottobre 1984 e al 31 dicembre 1995 avevo 17 anni e 9 mesi di servizio utile (come si evince dal modello S.M.5007 dell’INPS) di cui 4 anni e 2 mesi di ricongiunzione per lavoro “civile” riscattati prima del 1992. Secondo Lei rientro tra i possibili ricorrenti o il lavoro prestato prima dell’arruolamento non conta?
    Grazie

  6. Buonasera. Per darle una risposta, mi occorre il suo modello 5007 INPS Lo invii pure alla nostra email per una valutazione gratuita. Saluti

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